Discutere assieme con benevolenza: un ricordo personale di Massimiliano Chiolo

La memoria di un uomo capace di ascolto, dedizione e umanità

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Ci sono persone nelle quali è evidente la scelta fondamentale: costruire un bene per molti, piuttosto che affermare se stessi. Persone delle quali prima la “pelle” e poi la ragione ti dicono che ti puoi fidare.

Ricordo l’incontro iniziale chiesto da te, nella mia prima settimana a Verano.

Ho percepito subito che alla scuola tenevi, non solo da politico ma perché tra i banchi si può diventare alberi dritti e forti: passione assorbita nelle discussioni a cena con tua moglie Giulia, maestra storica della Primaria di Verano e ricordo di lontane supplenze all’inizio della tua carriera professionale.

Parlare con te è stato un incontro umano, prima che un rapporto istituzionale. Ci univa la passione per la storia come radice di una comunità e chiave per far parlare luoghi, apparentemente uguali a tanti altri. Stare a Verano per me è passato da una casualità di graduatorie cieche a un “qui” identitario e provvidenziale. Conserverò il libro su Massarani che mi hai regalato e il progetto mai realizzato di una camminata con i ragazzi per i luoghi storici del Paese.

Con te ho colto che il rapporto con il Comune è croce e delizia per un Istituto comprensivo. I lunghi anni senza un preside stabile avevano lasciato in eredità molte questioni da raddrizzare: qualcosa assieme si è fatto, tra persone di buona volontà. Ricordi che già a settembre 2019 parlavamo delle questioni degli educatori? Tu però hai cercato sempre assieme a me delle situazioni condivise, anche a costo di uno sforzo in più.

Finché è arrivato il ciclone del Covid, che ha accompagnato quasi metà del tuo mandato da Sindaco. Abbiamo fatto fronte comune – tra distanziamenti, conferenze di servizio e sanificazioni – perché la scuola potesse restare aperta in sicurezza, un ancoraggio solido a una normalità che pareva impossibile. 

Hai poi fatto quel che ti consentiva una salute malferma, di cui parlavi con discrezione e senza lamento, presente ai momenti significativi della scuola e disponibile ad accompagnare i ragazzi alle mostre dell’ANPI. Veramente tenevi a noi!

Oggi penso con gratitudine a un amico saggio, che spero vivo pur se più distante. Con il quale si poteva sedersi e discutere con benevolenza, sullo sfondo delle  voci dei bambini.


Giuseppe Scaglione