Ultima modifica: 2 Aprile 2020

La scuola di Verano al tempo del Coronavirus (terza settimana)

Fino a qualche settimana fa DAD era solo la parola inglese per dire papà. Ora è la sigla di “didattica a distanza”. A me in realtà l’espressione “didattica a distanza” non piace tanto: lascia intendere che sia qualcosa di “taroccato” rispetto alla vera didattica che accade normalmente nelle classi, un surrogato, un riempitivo in un periodo di pausa forzata.

Io parlerei piuttosto di “didattica oltre la distanza”. Alla gran parte degli insegnanti gli studenti mancano, e similmente – lo stiamo scoprendo – ai bambini e ai ragazzi manca la scuola. Tramite le tecnologie della comunicazione passa il desiderio tenace di continuare un rapporto e di imparare assieme.

Le maestre della Scuola dell’Infanzia inviano una lettera ai bambini che può essere letta e anche ascoltata. “Ci manca ridere e scherzare, ci mancano i vostri abbracci, le coccole, i giochi, ci manca sporcarci di tempera, impiastricciarci di colla… ci manca lo stare insieme a voi.” E allora che si può fare? Sei maestre seguono un corso di Google Drive tenuto in videoconferenza dal Dirigente e cominciano a proporre attività e stimoli per i bambini della Scuola “Il Melograno”. Ci sono proposte di disegno, canzoni da imparare. Non possono mancare le poesie per l’imminente festa del papà.

Alla Scuola Secondaria N. Mandela l’organizzazione sembra normale. C’è la pandemia, come normale? Le lezioni avvengono in videoconferenza con Google Meet e si tengono secondo un calendario regolare. Ci si vede nella stanza virtuale per “sole” 15 o 16 ore settimanali, dato che al pomeriggio gli studenti sono impegnati sulla piattaforma didattica Classroom a consultare i materiali proposti e a svolgere i compiti, mentre i professori rispondono alle domande e correggono quasi in tempo reale gli elaborati. Passa la noia e si attenua la paura: “La mattina è bella impegnativa – scrive Alex – perché la scuola si è attivata con Classroom: facciamo lezione in videoconferenza con i professori e i compagni. I primi giorni ero un po’ impacciato col PC, ma ora sembra riesca a gestirmi meglio. Anche i professori sono fantastici, perchè sono presenti a qualsiasi ora per ogni dubbio o problematica riguardo i compiti che ci assegnano.” Che contraddizioni per Alice! “in questi giorni sono molto nervosa ma allo stesso tempo felice. Nervosa perché non sappiamo che cosa sta succedendo con precisione e non sappiamo che cosa ci aspetta. Felice perché è tutta una cosa nuova; stare a casa da scuola, fare le lezioni online, scaricare da classroom e comunicare online con le prof!” Secondo Maria si lavora più del solito: “Anche se stiamo lavorando a distanza, lo stiamo facendo bene, anzi stiamo lavorando molto di più di quanto facciamo a scuola.” Quasi, dice Davide, il Covid-19 è stato un bene: “finalmente anche la scuola è entrata nel XXI secolo! Noi ragazzi siamo già abituati a usare la tecnologia per comunicare, ma che inizi a farlo la scuola è una rivoluzione… e i nostri insegnanti se la stanno cavando molto bene.” Ascoltate qui le voci dei ragazzi della Secondaria, raccolte dalla prof. Nardone. 

Leggete anche cosa dice Mattia Caglio, il Sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, rispondendo a un’intervista. “Chi l’avrebbe mai detto che la nostra scuola, in un piccolo paese della Brianza, si attivasse così rapidamente per la scuola a distanza? Abbiamo risposto tutti, con impegno e coscienza, ad un’emergenza che nessuno di noi poteva immaginare. … I miei genitori sono rimasti stupiti ed entusiasti per l’immediata reazione dell’istituto scolastico nel mettere in atto un sistema che permette a noi studenti di rimanere in contatto con gli insegnanti e di proseguire il programma scolastico, anche se questo ha richiesto a tutti di modificare le proprie abitudini con un grande sforzo iniziale.”

La Didattica a distanza non ci fa perdere l’orientamento verso la personalizzazione. E’ una delle nostre quattro parole-chiave, no? Lo si vede nell’azione degli insegnanti di sostegno. Scrive Giuseppe Galimberti, della Secondaria: “come insegnanti di sostegno ci stiamo organizzando in base alle diverse esigenze particolari. Ognuno di noi ha comunque attivato un link su meet dove poter svolgere delle videoconferenze al di fuori dell’orario o in parallelo, sempre d’accordo con i diversi insegnanti di materia. Da settimana prossima farò un’ora al giorno in compresenza durante le ore mattutine. Poi mi sono messo d’accordo con la famiglia di un’alunna che seguo per supportarla nei compiti e nello studio durante il pomeriggio tramite videoconferenze e ho pensato di dare disponibilità,  in base alle richieste e alle diverse esigenze dei ragazzi al di fuori dell’orario scolastico, per videoconferenze con piccoli gruppi per approfondire argomenti poco chiari o svolgere compiti.” Anche la prof. Salvador ci parla del sostegno “nella didattica a distanza” come un “faro nel porto” per gli studenti in difficoltà.

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Gli insegnanti della Primaria propongono delle attività giornaliere tramite il registro elettronico o dei documenti condivisi. 

I bambini rispondono alle consegne e inviano i lavori svolti tramite la casella di posta elettronica istituzionale “@scuoleverano.edu.it”, che provvidenzialmente è stata attivata qualche mese fa. E’ una grande (utile) fatica! Scrivono Paola Maggioni e Monica Turati, maestre di IVD: “Stiamo potenziando l’uso del registro elettronico e abbiamo, quotidianamente e per tutto l’arco della giornata, contatti via mail istituzionale con alunni e genitori. Per ora correggiamo quasi in simultanea, fino alla sera oltre le 10, e i bambini il giorno successivo ci girano il lavoro corretto.”


Le classi quinte sono partite con l’utilizzo della piattaforma didattica Classroom, che gli studenti ritroveranno alla Scuola Secondaria. Facciamo qualche esempio. I bambini di VA stanno svolgendo un compito sul Rombo e i romboidi, dopo aver ricevuto un video della maestra Elisa. Le maestre di VD e VC propongono un video in inglese da ballare per educazione motoria (sembra che piaccia più alle bambine), ma anche videolezioni sulla storia romana. A tutte le quinte, il maestro di religione sta parlando di Lutero e Calvino tramite suoi video e testi. Quanti commenti degli studenti! 

Dopo il primo momento di sconcerto le insegnanti si sono messe in moto, imparando nuovi strumenti e scoprendo le risorse che dà la collaborazione. Scrive Cristina Folci: “In questa infelice avventura se non altro stiamo implementando le nostre competenze “alternative” e personalmente non mi sento sola, anzi  con le colleghe c’è un filo diretto costante e il suo supporto a spronarci e a rimetterci in gioco anche con piccole azioni a distanza è necessario.”

Ad esempio, le insegnanti di Seconda, scrive la coordinatrice Antonella Riva, “ogni giorno si confrontano, si scambiano materiali, schede, link utili per la didattica a distanza (Whatsapp, Meet, Classroom, funzione “materiale condiviso del RE) . Definiscono di volta in volta i tempi e le modalità di invio di tali materiali.”

Alla Scuola Primaria praticamente tutte le classi, hanno salutato i loro insegnanti in videochiamata. Racconta Laura Bertuccio ai colleghi: “Devo stare a spiegare perché funziona la videolezione? E’ scontato che funziona. E’ come essere a scuola. I bambini hanno bisogno del sorriso, della battuta, della voce della maestra. I miei alunni hanno bisogno di essere supportati. Provate una volta!”  I timori di non riuscire a raggiungere tutti i bambini o di trovare difficoltà con le tecnologie si rivelano eccessivi. Tutti presenti in VA e in VD. Tutti meno uno in IVC. In IVB sono presenti tutti i bambini tranne due.

Spesso il primo incontro comincia raccontandosi le giornate trascorse in casa. Poi si ragiona  del Coronavirus e si condividono i sentimenti del cuore. Quindi si avvia il lavoro didattico.

Il “prezzemolo” che si ritrova quasi sempre negli incontri della didattica a distanza sono gli insegnanti di religione Alessandro Barucchelli e Rosanna Citterio: “è un’impresa titanica trovare il modo di dare la possibilità di una risposta a circa 400 bambini … ma il risultato fin qui raggiunto ci sembra già molto bello: un colorato collage di disegni”. Diamoci uno sguardo!


Certo, non è tutto facile: alcune famiglie devono destreggiarsi tra gli impegni scolastici telematici di più figli. I genitori sono impegnati nello smart working e talora va programmato tra adulti e bambini l’utilizzo del computer di casa. Talora i genitori lavorano, e quindi i bambini devono ricorrere ai telefonini dei nonni.Sappiamo che è una fatica anche per loro. Ci arrivano spesso commenti bellissimi. Una mamma rappresentante scrive: “Sono orgogliosa di far parte di questo istituto”.

Gli insegnanti cercano di venire incontro alle esigenze molteplici: in genere i collegamenti avvengono nel tardo pomeriggio tra le 18 e le 20, oppure il sabato mattina. Qualche docente sta registrando le lezioni in modo che possano essere riascoltate dagli assenti.

Genitori e insegnanti non possono risolvere ogni problema, ma sanno che occorre fare tutto il possibile: è in gioco il diritto all’istruzione dei nostri bambini, che è difeso anche dall’art. 34 della nostra Costituzione.

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Cambia l’aspetto dei luoghi consueti. Per rispetto degli ultimi Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri i plessi sono stati via via chiusi.

Le riunioni dei tre Collegi di plesso si sono tenute in collegamento remoto. Serve parlarsi e condividere, per affrontare una situazione così sorprendente.

La scuola continua, per la terza settimana rimane “vicina a distanza”.

La scuola di Verano al tempo del Coronavirus (quarta settimana)