Ultima modifica: 23 Settembre 2020

FAQ Scuola e Covid: quello che i genitori ci chiedono

Riportiamo in questa pagina le risposte alle domande più comuni che i genitori ci stanno ponendo a proposito di scuola e Covid. Molti soggetti – Ministero della Salute, Comitato Tecnico-Scientifico, Regione Lombardia, ATS danno indicazioni, talora contraddittorie o mutevoli nel tempo. Quel che segue è quanto abbiamo compreso, con l’aiuto del Medico Competente nominato dall’Istituto.

 

Gli studenti debbono venire a scuola con la mascherina chirurgica o basta qualsiasi mascherina?
Il Comitato Tecnico Scientifico CONSIGLIA nel documento del 2 settembre la mascherina chirurgica, che resta più sicura. Le mascherine di comunità non sono né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale. Tuttavia è lecito presentarsi a scuola anche con la mascherina di comunità.

 

La scuola distribuirà le mascherine chirurgiche a tutti gli studenti
Dovrebbe essere così, secondo quanto annunciato dal Governo. Lo potremo fare non appena ci sarà arrivato un numero sufficiente di mascherine. Per adesso, chiediamo ai genitori di dotare i loro figli di mascherine.

 

Cosa succede quando uno studente, mentre è a scuola, sviluppa febbre superiore a 37,5° e/o sintomi di infezione respiratoria?

Lo studente viene accompagnato nell’aula Covid, presente in ogni plesso, e dotato di mascherina chirurgica, qualora indossi una mascherina di comunità. Viene informata la famiglia perché organizzi quanto prima il rientro del ragazzo che non sta bene al domicilio.

La scuola non ha le competenze per fare diagnosi né per prescrivere analisi. Ai genitori viene raccomandato di contattare il proprio pediatra o medico di famiglia perché questi effettui la diagnosi e chiarisca quando lo studente potrà rientrare a scuola.
Nel caso in cui i genitori non arrivino rapidamente a scuola, viene contattato il 112.

 

Cosa succede quando uno studente risulta positivo all’infezione COVID19? O un docente? O il personale scolastico?
La segnalazione viene gestita direttamente dal Dipartimento di Prevenzione di ATS, che valuta caso per caso e fornisce le indicazioni e le disposizioni conseguenti a seconda di quanto emerge dall’inchiesta epidemiologica. Le indicazioni vengono comunicate direttamente all’interessato e ai familiari, ma anche alla Scuola.

 

Se qualcuno in famiglia ha la febbre o sintomi che potrebbero essere legati al COVID, il medico curante chiede all’ATS di effettuare il tampone. Come si devono comportare i familiari (lavoratori o studenti), in attesa dell’esito del tampone?
In assenza di provvedimenti da parte dell’ATS, i parenti non hanno doveri né di mettersi in quarantena né di prendere giorni di malattia. Lo chiarisce la comunicazione del 10/09 dell’ATS di Monza. E’ però sensato seguire il parere del medico di famiglia che sa valutare la gravità dei sintomi.

 

Dove si trova il Punto Tampone nella nostra zona?

Da lunedì 21 settembre viene attivato dalla ASST di Monza il Drive trough presso l’Ospedale vecchio San Gerardo di Monza, con ingresso da Via Magenta.

L’accesso è consentito dal lunedì a sabato dalle ore 8.30 alle ore 14.30 e prevede che si RIMANGA IN AUTO.

 

Cosa deve fare chi arriva da un Paese per il quale vige l’obbligo di isolamento fiduciario?
Ha l’obbligo di comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio (per chi è domiciliato anche temporaneamente nelle Province di Monza e della Brianza e di Lecco è competente ATS Brianza)

 

Cosa accade se uno studente risulta contatto stretto di un caso Covid19 positivo?

Lo studente dovrà stare in quarantena per 14 giorni dall’ultimo giorno in cui è stato a contatto con il caso positivo. Durante l’isolamento eseguirà dei tamponi secondo la tempistica definita dall’ATS .   

 

Cosa fa la Scuola quando uno studente viene posto in isolamento?
La scuola organizza nei limiti del possibile la Didattica a distanza, permettendo allo studente di partecipare alle lezioni seguite in presenza dal resto della classe.

 

Che certificati chiede la scuola agli alunni che rientrino dopo aver avuto sintomi compatibili con il COVID? 
I pediatri hanno l’obbligo di certificare o casi COVID conclamati o quarantene per contatti certi con pazienti COVID positivi (al termine delle quali l’ATS produce un certificato). Null’altro può esser richiesto loro.
Se un bambino ha la tosse per esempio per motivi di allergia, il genitore, allo scopo di aiutare i docenti a non allarmarsi per sintomi simili a quelli del COVID, può produrre il certificato che elenchi le allergie.

 

I bambini a scuola si scambiano materiale o utilizzano gli stessi dispenser di sapone, rotoli di carta asciugamani, carta igienica?
I bambini non si scambiano materiale.
Può avvenire che l’insegnante tenga in mano il dispenser per fornire il sapone a tutti i bambini o che venga utilizzato un unico rotolo di carta, ma il Medico competente nominato dall’Istituto ha più volte sottolineato che, se il materiale utilizzato dai bambini viene tenuto in mano da una persona che si sia appena igienizzata le mani o se le persone che lo toccano si sono appena igienizzate le mani, come i bambini prima o al momento del rientro dal bagno, non vi è alcun problema.
Non ci sono prescrizioni che chiedano di igienizzare il bagno ad ogni uso. Secondo le indicazioni del Medico competente, il bagno viene sanificato al termine della giornata.
Al più presto comunque, ove ciò non sia già in atto, ogni rubinetto avrà un dispenser ed ogni bagno un rotolo di carta igienica e verrà acquistato un dispositivo per carta asciugamani.

 

Come evitare gli assembramenti di genitori agli ingressi?
Al di fuori del perimetro della scuola, si chiede a tutti collaborazione nell’evitare assembramenti; per casi che costituiscano un rischio evidente, interviene la Polizia locale. 


Sono molto utili le FAQ dettagliate e i chiarimenti dell’ATS Brianza su Covid e scuola