Mercoledì 25 novembre, durante il secondo intervallo, la classe 3A della Secondaria ha realizzato un flashmob sulla scalinata che porta alla biblioteca del plesso per sensibilizzare i coetanei delle altre classi a riflettere sul tema dell’eliminazione della violenza contro le donne, come sollecitato dalla ricorrenza della Giornata internazionale fissata dall’ONU.
L’evento è arrivato al termine di un breve lavoro di presa di consapevolezza e sulle emozioni che ha affrontato la visione di un filmato su una drammatica esperienza vissuta e la lettura commentata di un’altra che poneva l’accento sull’importanza di non rimanere in silenzio di fronte a situazioni percepite come potenzialmente pericolose o intuite nella loro gravità. Questo perché – come anche precisato nel Manifesto della comunicazione non ostile, che I ragazzi conoscono – “Anche il silenzio comunica”.
Nel flashmob sicuramente il colore rosso, simbolo della giornata, è risultato predominante, ma altri emblemi e messaggi sono stati messi in evidenza, soprattutto per ricordare le diverse possibilità per chiedere aiuto, ossia:
- una sedia vuota, per rappresentare le donne vittime
- delle scarpe rosse per figurare l’immagine-monito universale a non voltare lo sguardo
- il fiocco arancio, che ricorda la campagna di sensibilizzazione ONU “Orange the World: End Violence against Women Now!”
- il numero di telefono 1522 o la possibilità di chattare direttamente con un’operatricie sul sito www.1522.eu (help line violenza e stalking)
- il numero di telefono 112 con la richiesta “Vorrei ordinare una pizza in via ….” all’operatore che risponde
- il signal for help con la mano, come richiesta di aiuto immediato.
La partecipazione alla proposta di evento è stata subito accolta dagli studenti e li ha visti motivati e seri, nonostante la loro giovane età.
Per gli adulti … ecco in questo videomessaggio qualche riflessione aggiuntiva da parte del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il pensiero del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Quando ci troviamo di fronte a una donna uccisa, alla vita spezzata di una giovane, a una persona umiliata verbalmente o nei gesti della vita di ogni giorno, in famiglia, nei luoghi di lavoro, a scuola, avvertiamo che dietro queste violenze c’è il fallimento di una società che non riesce a promuovere reali rapporti paritari tra donne e uomini“.
Prof.ssa Anna Colzani
0