In gita … al lavoro

Un’esperienza diretta in azienda per esplorare il mondo del lavoro.

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Giovedì 20 novembre gli alunni delle classi terze della Secondaria si sono recati a Biassono (MB) presso l’azienda Sangiorgio Mobili S.r.l. per un’uscita in ambiente di lavoro.
L’iniziativa si inserisce nel ricco e articolato programma delle attività a carattere orientativo che, iniziate in maniera più diretta e specifica in classe seconda della Secondaria, si intensificano in classe terza per offrire importanti spunti di riflessione ai ragazzi ormai prossimi alla scelta della scuola superiore e con un occhio “allungato” più avanti, a spiare il mondo del lavoro che li attende.

 

Dopo aver effettuato per alcuni anni la medesima uscita alla Agrati di Veduggio con Colzano, quest’anno si è individuata una meta più vicina, ma altrettanto rilevante, poiché la Sangiorgio Mobili è un’azienda storica (attiva da ben 300 anni) produttrice di arredi di qualità, leader sul territorio brianzolo.
La visita si è suddivisa in due momenti:

  • il primo con un’introduzione sulla tipologia di progettazione del prodotto – i mobili, che rendono famoso in tutto il mondo il distretto brianzolo – e di mercato internazionale (con visita ai reparti commerciali, progettuali, amministrativi)
  • il secondo con il giro negli apparati produttivi.

 

E’ stata una bella esperienza per i ragazzi che hanno avuto l’occasione di toccare con mano e occhi le caratteristiche e le sfaccettature di un ambiente di lavoro, contesto ancora molto lontano dalla loro quotidianità e per questo spesso immaginata in termini poco realistici. Interessanti sono stati gli stimoli alla comprensione dell’attuale mondo economico, anche attraverso l’ascolto di un lessico specifico per lo più poco conosciuta dagli alunni che, nel contatto con la realtà degli uffici dell’azienda, è però diventata più chiara (ne sono esempi i termini “commessa”, ”know how”,  “B to B”,  “competitor”, “flyer”, “produzione seriale”, “customizzato”, “concept”, “retail”, “contract”, “mock up”, “Middle East”).

Che dire poi delle percezioni uditive, olfattive, tattili che gli studenti hanno colto nel capannone, camminando accanto ai macchinari? Anche quelle hanno rappresentato una buona possibilità per immaginare se stessi alle prese con un lavoro manuale.

 

Insomma i ragazzi, immersi per una mattinata in un ambiente di lavoro, hanno raccolto tanti spunti per considerare e riflettere in modo più consapevole sul loro futuro professionale, comprendendo bene che percorsi formativi differenti portano a lavori diversi, pertanto per il proprio “progetto di vita” occorre guardare non solo all’immediato (la scuola superiore) ma anche un po’ più in là, al momento in cui ci si tufferà nel complesso mondo del lavoro.

 

E allora … buon lavoro (per ora fatto solo dell’impegnativa riflessione su di sé)!

Prof.ssa Anna Colzani

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