Nel mese di ottobre 2025 gli alunni delle classi terze della Secondaria hanno incontrato due role model partecipando al progetto “Inspiring girls”, sostenuto dall’associazione Valore D, appuntamento ormai consolidatosi in quasi un decennio.
L’opportunità ha permesso agli studenti di riflettere sia sul concetto di stereotipo, sia sulla necessità di abbattimento degli stereotipi di genere negli ambiti professionali, della formazione, dell’istruzione, sia su come proseguire nel cammino di formazione che li porterà a costruire il personale “progetto di vita”.
L’incontro con l’Ing. Arianna Aondio (director solutions engineering presso Varnish Software) e con la Dott.ssa Isabella Moavero (head of multilateral organizations in Intesa Sanpaolo) ha rappresentato un’occasione per arricchire il percorso a carattere orientativo e di maturazione personale che si approfondisce nell’intero triennio della Secondaria.
Ognuna delle due role model ha offerto spunti e stimoli al pensiero dei ragazzi:
- gli studenti sono rimasti stupiti dalla convinzione dell’ingegnera informatica Aondio in merito alla parità tra uomo e donna nell’affrontare e nel gestire il suo lavoro personale e quello di un intero team a prevalenza maschile. Le esemplificazioni sulle fatiche ma anche sulle soddisfazioni nell’essere il “capo” di un gruppo e nel condividere le decisioni con ciascun componente hanno sorpreso i ragazzi, soprattutto alcuni che ritenevano invece che il “capo” si limitasse a “ordinare” e non a “fare” (così si è chiarito anche il significato di “coordinare” e “condividere”);
- alcuni studenti si sono sorpresi del fatto che la dott.ssa Moavero non abbia seguito un percorso di formazione e professionale “lineare”, ma abbia attraversato tante esperienze. E’ stato sottolineato un concetto spesso ripetuto anche dai docenti: si può cambiare idea e programma nella vita e non bisogna farsi problemi se ciò è frutto di attenta considerazione.
Inoltre diversi alunni hanno accolto con piacere il messaggio veicolato dalla role model per cui la “vicinanza di qualcuno” sia una ricchezza e un supporto importante e reciproco e quanto sia importante quindi apprezzare chi ci sta vicino e riconoscere in lui (e in noi) dei valori positivi sui quali costruire relazioni/sogni/obiettivi.
Altre conferme sono arrivate dal messaggio per cui è indispensabile studiare, informarsi e conoscere a fondo il contesto in cui si opera, ricevendo in aggiunta la sottile riflessione sul fatto che … a volte riesce molto meglio nella vita e nella sua professione qualcuno con meno conoscenze ma più preparato a gestire imprevisti/contesti/relazioni, piuttosto che qualcuno molto preparato ma poco empatico e capace di comprendere situazioni nuove e interazioni.
I ragazzi hanno dunque potuto ricevere degli stimoli per ripensare all’opportunità di coltivare non solo la conoscenza, ma anche l’umanità e le relazioni interpersonali.
Ci rivediamo il prossimo anno con nuove role model e nuove ispirazioni per il futuro dei ragazzi.
Prof.ssa Anna Colzani
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