Una storia che parla ai giovani: incontro con W. Radaelli

La graphic novel di W. Radaelli tra memoria familiare, Resistenza e riflessione sulla libertà, per avvicinare i giovani alla storia con un linguaggio attuale

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Le classi terze della Scuola Secondaria hanno partecipato il 27 aprile ad un incontro significativo con l’autore Walter Radaelli, che ha presentato la sua graphic novel E questo è il fiore, un’opera che intreccia memoria storica, racconti personali e narrazione illustrata.

La storia segue le vicende del partigiano con nome di battaglia “Fiore”, dalla fuga da Monza verso le montagne sopra il Lago di Como, dove si unisce alla 52ª Brigata Garibaldi, fino agli eventi che portano all’uccisione di Benito Mussolini, mescolando abilmente elementi di fantasia – come il protagonista stesso, figura inventata ma del tutto realistica – con riferimenti storici reali. 

Un momento particolarmente intenso dell’incontro è stato il racconto delle esperienze familiari che hanno ispirato l’opera. Walter Radaelli ha ripercorso le vicende dei suoi familiari durante la Seconda guerra mondiale: dal caos seguito all’8 settembre e allo sbandamento dell’esercito italiano, alla deportazione del padre – allora giovane soldato – in Polonia, fino alla condizione dei parenti materni costretti a vivere nascosti perché renitenti alla leva. Queste testimonianze, conservate anche in un diario scritto dal padre, hanno contribuito a rendere l’incontro ancora più autentico e coinvolgente agli occhi dei ragazzi di classe terza.

L’autore ha inoltre citato le sue principali influenze letterarie, tra cui Beppe Fenoglio, Italo Calvino, Cesare Pavese e Mario Rigoni Stern, sottolineando in particolare l’importanza di raccontare la Resistenza senza retorica, ma attraverso la fatica, i sacrifici e la quotidianità dei partigiani. Inizialmente il progetto era destinato a un pubblico ristretto, composto da nipoti e conoscenti, ma successivamente si è ampliato grazie anche al supporto dell’ANPI, arrivando a una diffusione più larga, soprattutto a studenti delle scuole. 

L’autore ha inoltre spiegato la scelta della graphic novel come forma espressiva: un linguaggio accessibile e immediato, capace di avvicinare anche i lettori più giovani. Proprio ai ragazzi si rivolge il suo messaggio principale: imparare a riconoscere i segnali di una dittatura, difendere la libertà e sviluppare un pensiero critico autonomo.

Ampio spazio è stato dedicato anche al valore della memoria. Riprendendo il pensiero di Piero Calamandrei, uno dei padri della Costituzione, Walter Radaelli ha evidenziato il rischio della “desistenza”, ovvero la tendenza a dimenticare il passato e ad abbassare la guardia. Ricordare, invece, è fondamentale per sviluppare consapevolezza dei propri spazi di libertà, perché non siano più messi in discussione. L’incontro si è rivelato un’importante occasione di riflessione, dimostrando come la storia possa essere narrata in modo avvincente e attuale, capace di parlare direttamente alle nuove generazioni.

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