Quale inclusione con una privazione?

Verano Brianza, tagli al servizio educativo per i bambini con disabilità: cresce la protesta, ma qualcosa si muove.

Avatar utente

Personale scolastico

Personale amministrativo

0

VERANO BRIANZA – Nelle ultime settimane genitori e insegnanti dell’Istituto Comprensivo di Verano Brianza hanno espresso forte preoccupazione per l’eliminazione del servizio educativo comunale destinato a diversi alunni con disabilità, situazione di cui siamo venuti a conoscenza attraverso una comunicazione da parte del Servizio di integrazione scolastica comunale il giorno prima dell’inizio della scuola.

Una decisione che ha lasciato cinque bambini completamente senza educatore, non ha preso in considerazione le due nuove certificazioni e non ha attribuito ore di assistenza aggiuntive per due situazioni molto gravi, mettendo a rischio il diritto all’inclusione scolastica e la continuità dei percorsi formativi.

Una competenza comunale

Il nodo della questione riguarda la responsabilità diretta del Comune di Verano Brianza, che per legge ha la competenza sull’organizzazione e il finanziamento del servizio educativo scolastico.

A differenza di altri territori limitrofi – come Carate, Giussano, Inverigo, Seregno – dove l’assistenza viene garantita senza variazioni e con regolarità, a Verano Brianza la scelta dell’Amministrazione di Verano ha generato malcontento e richieste di chiarimento. «Non è la scuola a dover decidere quante ore di educatore assegnare – sottolineano i genitori – ma il Comune, che deve garantire un servizio in linea con i bisogni certificati. Quando le ore vengono ridotte o eliminate, ne fanno le spese i bambini che più necessitano di affiancamento educativo». 

Il silenzio del Comune e la mobilitazione delle famiglie

Nei giorni successivi alla comunicazione del comune, genitori e docenti di sostegno avevano richiesto più volte un incontro urgente con l’amministrazione comunale per discutere la situazione, ma non avevano ricevuto alcuna risposta formale. 

La scuola, tuttavia, non è rimasta ferma: sotto la guida del dirigente scolastico Giuseppe Scaglione e con l’impegno della docente Claudia Nobili Funzione Strumentale per la Personalizzazione degli apprendimenti, si è fatta promotrice di un confronto costruttivo tra le famiglie, gli esperti e le istituzioni.

L’incontro pubblico “Quale inclusione con una privazione?”

Per fare il punto sulla situazione e individuare soluzioni concrete, a fine settembre si è tenuto un incontro pubblico, organizzato dalla scuola, nell’Auditorium della primaria di Verano Brianza, dal titolo emblematico “Quale inclusione con una privazione?”.

All’appuntamento, molto partecipato dalle famiglie e dai docenti dell’istituto, sono intervenute anche:

  • Avv. Ida Mendicino, della Federazione Osservatorio 182, esperta in tutela legale delle persone con disabilità;
  • Dott.ssa Paola Molteni, pedagogista e docente dell’Università Cattolica, case manager del Centro Autismo Cascina San Vincenzo;
  • Mara Falcier, presidente del Consiglio d’Istituto.

Durante l’incontro sono stati illustrati i documenti già trasmessi a Regione Lombardia, ASST e UONPIA, insieme alla richiesta di confronto urgente con il Comune, rimasta inizialmente senza riscontro.

«Se vengono tolte le ore di assistenza educativa a bambini con disabilità – è stato detto durante il dibattito – non si parla più di inclusione. È dovere del Comune garantire le risorse necessarie, non della scuola supplire alle mancanze».

Un segnale di apertura dopo il GLI

Pochi giorni fa, durante una riunione del Gruppo di Lavoro per l’inclusione (GLI), è arrivato un primo segnale positivo: il Comune avrebbe manifestato la volontà di ripristinare il servizio educativo per gli alunni – ma solo per quelli che  già ne usufruivano e a cui è stato sottratto.

Per gli altri studenti, invece, la situazione resterebbe al momento invariata.

Un proposito che, pur parziale, è stato accolto con cauta soddisfazione dai genitori, che riconoscono come questo passo avanti sia stato possibile grazie all’impegno della scuola, in particolare del dirigente Giuseppe Scaglione e della docente Claudia Nobili, che hanno lavorato instancabilmente per favorire il dialogo tra famiglie, enti sanitari e amministrazione comunale.

Una comunità che non si arrende

La comunità scolastica di Verano Brianza chiede ora un impegno stabile e duraturo da parte del Comune, affinché il servizio educativo venga garantito in modo equo a tutti gli alunni con disabilità.

«È un passo nella direzione giusta – commentano i genitori – ma non basta. L’inclusione non può dipendere dal bilancio comunale: è un diritto fondamentale».

Martedì 28 ottobre la sottrazione degli educatori è stata presentata in Consiglio d’Istituto. Tutti i membri del Consiglio hanno sostenuto l’impegno delle famiglie per i diritti dei loro bambini e hanno chiesto di portare all’attenzione della comunità veranese la politica del comune che sceglie di togliere risorse indispensabili per l’inclusione dei bambini più fragili.

In attesa di un riscontro formale dall’amministrazione, la scuola e le famiglie restano unite nel difendere un principio semplice ma essenziale:

una scuola che esclude non è una scuola per tutti.

 

I genitori e la comunità scolastica dell’I.C. di Verano Brianza 


Quale inclusione con una privazione? (seconda puntata)

 

Circolari, notizie, eventi correlati